Come analizzare i tuoi dati per costruire una strategia migliore e avere chiara l’istantanea del tuo business

Francesca Anzalone - CEO Netlife s.r.l., esperta di comunicazione e cultura digitale

COME ANALIZZARE I TUOI DATI PER COSTRUIRE UNA STRATEGIA MIGLIORE E AVERE CHIARA L’ISTANTANEA DEL TUO BUSINESS

Analizzare i dati è fondamentale, ovvero la base di qualsiasi strategia sia in fase di start up che di sviluppo, e ancora di accelerazione, ma spesso non viene fatto.  Una delle criticità maggiori che incontro è proprio questa: la mancanza di consapevolezza dei dati precisi. Si va a sensazione, a “sentiment interiore”, senza oggettivazione. L’analisi dei dati è spesso percepita come perdita di tempo. “Ci vuole troppo tempo, è noioso, e non sappiamo a chi spetta questo compito” queste le risposte di chi non ha un’organizzazione precisa dei flussi, dei processi e dei ruoli, in altre parole di chi “tutti fanno un po’ tutto, alla rincorsa del tempo che non basta mai”. E il punto critico è proprio qui: stiamo inseguendo il tempo, viviamo in emergenza perché non ci sono flussi, processi e ruoli ben definiti. Ma la domanda che a questo punto rischia di creare scompiglio è: ho la governance del mio business? I miei collaboratori sono soddisfatti di ciò che stanno facendo? Stiamo rischiando di perderci opportunità di crescita e di scalabilità del business?

Il punto di partenza è come analizzare i dati, azione fondamentale e strategica, per costruire la strategia migliore proprio su quei dati.

L’ANALISI DEI DATI CI MOSTRA ESATTAMENTE CHI SIAMO E COME STIAMO LAVORANDO NEL QUI E ORA

Quando si inizia un nuovo percorso di crescita, quando si vuole riposizionare un brand, quando vogliamo capire se potremmo performare di più abbiamo bisogno di una cosa sola: i dati e la loro analisi precisa. Da qui deve iniziare il nostro lavoro di consapevolezza e presa di responsabilità. Non possiamo pensare di creare una strategia sulle percezioni. “Penso di essere leader di settore”, ma dati, percentuali di mercato, informazioni specifiche che mi permettono di conoscere esattamente dove mi trovo, dove posso andare e in quanto tempo.

Il qui e ora mi serve per disegnare il dopo senza sprecare tempo, energie e senza aspettative frustrate.

Posso analizzare quante attivazioni di servizio sono riuscito a fare negli ultimi 6 mesi e da questo numero capire quante conversioni in abbonamento; posso comprendere quanti colloqui ho fatto e di questi quanti si sono convertiti in sì; posso verificare il numero di visualizzazioni di una landing page e capire quante conversioni in richieste ha generato. Ad ogni analisi corrispondono sempre dei dati precisi, e delle informazioni che possiamo desumere da quei dati.

 

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I DATI DEL TUO SITO WEB CHE COSA TI STANNO RACCONTANDO?

L’analisi dei dati del sito viene percepita come una perdita di tempo, o come qualcosa di inutile ai fini degli “incassi”. Si tratta di una percezione errata che spesso non fa attivare la corretta strategia. Di quanto posso aumentare le mie visite al sito? E di quanto posso convertire le mie visite al sito? Se il dato è una forbice molto ampia avrò sicuramente bisogno di capire come migliorare quella determinata pagina per renderla più efficace. La conversione di una visita è fondamentale, perché non viviamo di visualizzazioni ma di vendita di servizi 🙂

Oppure vedendo un numero molto alto di visualizzazioni sui nostri contenuti utili, potremmo decidere di vendere spazi pubblicitari per un determinato tipo di attività, servizio, azienda. Ma ancora una volta lo possiamo fare se e solo se abbiamo la governance di ciò che avviene nel nostro sito.

Una check list utile a questo proposito l’abbiamo condivisa sul nostro canale Instagram, seguilo a questo link

In questo caso la check list deve corrispondere all’analisi dei dati come:

– Quanti nuovi talenti sono riuscit* ad attrarre attraverso i contenuti? Ovvero quante candidature spontanee per lavorare con noi sono arrivate negli ultimi tre mesi? Quanti form di contatto sono stati compilati?
– Quanto sono riuscit* a coinvolgere i miei collaboratori attraverso i contenuti? Si sono sentiti rappresentati e quindi hanno interagito? In quanti? Con mi piace o anche con commenti? Che cosa hanno scritto? Come posso utilizzare questi commenti per costruire un nuovo contenuto ingaggiante?
– Quanti salvataggi, visite, e messaggi ho ricevuto rispetto al contenuto di “how to?”, Chi lo ha applicato che benefici ne ha tratto? Quante visite ha generato quel determinato contenuto? E la CTA di quel contenuto quante azioni ha prodotto?
– Tra i miei clienti quanti hanno letto quel contenuto? Numero di visualizzazioni. Ma soprattutto come l’ho fatto arrivare ai miei clienti? Ho attivato la newsletter? E dalla newsletter quanti clienti hanno cliccato sul contenuto? Mi hanno dato un feedback?
– Quanti visitatori nuovi ho nel sito? Quanti ritornano? Quanti di quelli nuovi hanno fatto un’azione tracciabile?

Ma questi sono solo alcuni degli aspetti che il dato ci permette di tracciare e soprattutto di guidare le nostre attività e strategie.

 

 

 

 

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