Il Welfare culturale di Mattia Berto: il teatro di cittadinanza

Mattia Berto_Teatro di Cittadinanza (c) Giorgia Chinellato_Il Welfare Culturale di Mattia Berto: se il teatro reinventa la comunità diventa Teatro di Cittadinanza

Se il teatro reinventa la comunità diventa Teatro di Cittadinanza

Un viaggio artistico tra Venezia, Roma e Cagliari che abbatte le barriere tra palcoscenico e cittadinanza. Nel vivo i progetti con Emergency e le scuole. Oltre trecento ragazzi in scena a Venezia il 22 maggio e l’8 giugno.

Portare il teatro dentro la trama della vita quotidiana, trasformare gli spazi urbani in luoghi di relazione viscerale e rifondare il concetto di comunità attraverso l’atto artistico. 

È questa la visione che anima il Teatro di Cittadinanzal’articolato progetto ideato e diretto dal regista Mattia Berto, oggi riconosciuto come una delle esperienze più significative e dirompenti del teatro partecipativo contemporaneo in Italia.

Nato nel tessuto stratificato di Venezia e sviluppatosi con vigore negli anni, tra il Veneto e diverse città della penisola – da Roma a Cagliari, fino alle altitudini di Pieve di Cadore –, il Teatro di Cittadinanza scardina la tradizionale barriera tra palcoscenico e platea. Musei, scuole, teatri storici, istituti penitenziari, piazze e isole della laguna smettono di essere “quinte sceniche” per riscoprirsi laboratori vivi di ascolto, inclusione e memoria collettiva. Un percorso artistico militante che mette al centro l’essere umano, intrecciando i diritti civili, le fragilità sociali e la rigenerazione urbana.

Il Teatro di Cittadinanza nasce dal desiderio profondo di creare incontri reali tra le persone. Ogni luogo può trasformarsi in uno spazio di relazione: un’isola della laguna, una scuola, un museo, una piazza o persino una libreria. Che accada a Venezia, a Roma, a Cagliari, a Pieve di Cadore o davanti agli occhi di centinaia di ragazzi che scoprono il teatro per la prima volta, – dichiara Mattia Berto, regista e direttore artistico de Il teatro di Cittadinanza – il centro rimane sempre l’essere umano, con le sue fragilità e la sua straordinaria bellezza. Il teatro può e deve essere ancora un luogo capace di unire, superare le solitudini e immaginare nuove forme di comunità.

Dall’Italia al futuro: la residenza a Treviso e le nuove generazioni. In scena il 24 maggio e l’8 giugno oltre trecento tra bambini e ragazzi

Il modello di Mattia Berto estende le sue radici anche nella terraferma e nel resto d’Italia. A Treviso, la residenza artistica presso il Teatro Mario Del Monaco ha dato vita a “Il Grand Hotel di Cittadinanza”un format in cui il teatro viene ripensato come luogo di transito dell’anima, dove le biografie personali degli sconosciuti si fondono in una drammaturgia corale e condivisa.

Oggi lo sguardo del progetto si rivolge con radicale determinazione al futuro e alle nuove generazioni, investendo sull’educazione alla bellezza, all’ascolto e alla cittadinanza attiva. 

Un imponente percorso artistico-pedagogico sta coinvolgendo gli studenti dell’Istituto Cavanis e dell’Istituto San Francesco di SalesQuesto cammino, fondato sulla creatività collettiva, vedrà oltre 300 bambini e ragazzi salire sul prestigioso palcoscenico del Teatro Goldoni di Venezia per due grandi eventi performativi distinti. I due appuntamenti rappresenteranno la restituzione pubblica di una visione che rimette l’infanzia e l’adolescenza al centro del dibattito culturale e sociale del territorio.

La Laguna come laboratorio: periferie, memoria e diritti

Venezia resta la matrice ideale di questa mappa dell’incontro. Tra i progetti più emblematici spicca “Illusioni. Cittadini a confronto con la verità del sogno”realizzato in sinergia con il Teatro Stabile del Veneto e la Cooperativa Il Cerchio. L’azione ha portato l’esperienza teatrale nel cuore di Sacca Fisola, periferia geografica ed esistenziale della città, stimolando una performance partecipativa sul crinale sottile tra realtà e desiderio, restituendo centralità politica e poetica a una comunità troppo spesso invisibile.

La dialettica tra memoria storica e presente si fa invece intima con “Casa Comune. Abitare il Teatro, abitare la città”Sviluppato in collaborazione con la Casa di Carlo Goldoni – MUVE, il progetto ha riaperto le stanze natali del celebre commediografo alla cittadinanza, trasformandole in una cassa di risonanza per le storie ordinarie e straordinarie degli abitanti di oggi.

L’impegno civile del Teatro di Cittadinanza si spinge inoltre oltre i confini visibili della città d’acqua attraverso due importanti filoni:

  • Cultura e Carcere (“Svuota la Vetrina”): Iniziativa promossa insieme a Il Granello di Senape, con la collaborazione di Fondazione Rubelli e Forum del LibroUn progetto dedicato al sostegno delle biblioteche penitenziarie attraverso la raccolta di libri e lo sviluppo di azioni performative, reading e percorsi laboratoriali che vedono il coinvolgimento attivo delle detenute e dei detenuti della Giudecca e di Santa Maria Maggiore.
  • Arte e Impegno (“Il palcoscenico dei diritti”): Un solido sodalizio con Emergency in cui il linguaggio teatrale diventa strumento primario di riflessione, indagine e divulgazione sui temi cruciali della pace, dell’accoglienza e della dignità umana.

NOTE PER LA REDAZIONE Mattia Berto, regista veneziano, da anni persegue un’idea di teatro partecipato e antropologico che esce dai luoghi deputati per fecondare il tessuto sociale. Il Teatro di Cittadinanza collabora attivamente con le principali istituzioni culturali nazionali, università, enti locali, istituti di reclusione e realtà del terzo settore, ponendosi come una delle realtà più innovative del cosiddetto “Welfare Culturale”.

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Ne ha parlato:

ARTRIBUNE del 19/06/2026 di Laura Bevione – C’è un progetto nato a Venezia che vuole ridefinire il mondo del teatro attraverso la condivisione