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Valentina. Un personaggio tra mito e realtà

Valentina. Un personaggio tra mito e realtà

di Filomena Spolaor

Valentina è l’unica donna del fumetto capace di brillare di luce propria senza bisogno di un protagonista maschile.

Valentina Rosselli, in arte solo Valentina, è la sensuale ragazza con la frangetta e il caschetto, gli occhi scuri, la bocca carnosa, le gambe affusolate, e una vita in bilico tra il reale e l’immaginario, inventata da Guido Crepax, uno degli autori italiani di fumetti più noti a livello internazionale. 

E’ l’affascinante protagonista di una mostra ai Musei Civici di Bassano del Grappaintitolata “Valentina. Una vita con Crepax”, curata dai figli Caterina, Antonio e Giacomo Crepax.

Valentina nasce già grande, nelle pagine de “La Curva di Lesmo”, la sua prima storia, pubblicata nel 1965 sul numero due di Linus, la prima rivista di fumetti per adulti.

Per disegnarla, Guido Crepax si è ispirato alla foto di un’attrice del cinema muto europeo degli anni ‘30, Louise Brooks.

Fin dalla prime avventure, Valentina si evolve in una donna reale al passo con il suo tempo, moderno e all’avanguardia. Crepax si è sempre preoccupato di costruirle un mondo credibile. La data di nascita, la carta di identità, le relazioni sentimentali, il figlio, il lavoro come fotografa, la macchina, i vestiti.

Donna forte e fragile, donna normale. E anche per questo Valentina è il ritratto di un’epoca, oltre che il frutto prediletto che accompagna nella vita un uomo di genio, il suo creatore, Guido Crepax.

Il visitatore entra sfiorando le riproduzioni giganti degli omaggi che Crepax aveva realizzato per il mondo del fumetto, dai “Fantastici Quattro” a Corto Maltese fino alla sexy Valentina (s)vestita da Paperino.

La mostra si apre sulla città di Venezia, dove l’artista aveva abitato in fuga dalla guerra tra il ‘43 e il ‘45. Non solo le straordinarie tavole in cui è ritratta, scelte da “La curva di Lesmo” (1965), “Le Zattere” (1980), “Anthropology” e “Casanova”, ma anche i primi fumetti ispirati ai film horror degli anni ‘30 e ‘40 e i teatrini realizzati appena dodicenne.

La passioni

Figlio d’arte di un musicista, primo violoncello alla Fenice di Venezia e poi alla Scala di Milano, e fratello di un emergente manager discografico, Crepax ottenne i primi incarichi professionali in ambito musicale illustrando centinaia di cover di dischi. Notato come illustratore adatto per la pubblicità, a cavallo tra gli anni ’50 e ’60 realizzò campagne pubblicitarie per Shell, Dunlop, Campari e i tessuti Terital. Contemporaneamente lavorò anche per alcuni programmi televisivi, scenografie di spettacoli teatrali e storyboard cinematografici. Disegnò anche centinaia di illustrazioni per riviste e copertine di libri

Dopo una parentesi dedicata al principale passatempo dell’autore (realizzare giochi da tavolo basati sulla sua passione per la ricostruzione storica), la mostra bassanese si focalizza sul personaggio di Valentina.

L’unico nel mondo dei fumetti che invecchia, vive in una realtà possibile (anche se con frequenti divagazioni oniriche) ed ha una psicologia complessa, passioni e idee che possono essere comuni a molte donne reali. 

Il fumetto cinematografico

Ricche di citazioni prese a prestito da tutte le forme d’arte, le storie di Crepax devono molto al cinema e alla fotografia per l’impostazione della pagina e il ritmo della narrazione. Montaggio, inquadratura, sequenza, stacco, particolare: nei fumetti di Valentina tutto è cinema e immagine. Non si tratta solo di omaggi a famosi registi e alle loro pellicole, ma una tecnica cinematografica basata sull’alternarsi dei primi piani e campi lunghi che raccontano una scena, ingrandimenti di particolari, volti, occhi e labbra che esaltano le emozioni, “zoomate” che danno forma a un sentimento. 

L’ultima tappa del percorso al piano terra è focalizzata sull’evoluzione artistica dell’autore, dedicata alla scelta di Crepax, innovativa per il mondo tradizionale del fumetto, di fare delle donne le protagoniste delle proprie storie. Dopo la fotografa milanese, che incarnava il suo alter ego femminile, nascono Beinda, Bianca, Anita, Giulietta.

Il primo piano è dedicato, invece, ai tanti contenuti video sull’autore e al personaggio di Valentina e ai possibili sviluppi futuri:la video arte e la colorazione delle pagine legate in un’installazione dove queste si colorano progressivamente e grandi tavole su cavalletti forniscono un saggio dell’ultimo progetto editoriale di Archivio Crepax: la nuova collana con le storie più belle a colori realizzata per la Repubblica.

Non manca poi un omaggio di grande attualità: quello che Guido Crepax tributò nel 1975 a Stan Lee, papà dei supereroi Marvel, scomparso in questi giorni.

Testimone del suo tempo  

Di Valentina sono state pubblicate, su Linus prima e Corto Maltese poi, una cinquantina di storie per un totale di quasi duecentomilacinquecento pagine, progressivamente raccolti una ventina di volumi più volti ristampati in Italia e all’estero.

Personaggio simbolo degli anni ‘60 e ‘70 Valentina ha continuato a riflettere modi e mode anche nei decenni successivi. La complessità del carattere ricco di sfaccettature e contraddizioni, è una delle chiavi del successo tanto che molte donne hanno finito con l’identificarsi in lei.

La mostra è aperta fino al 15 aprile. Per informazioni: http://www.museibassano.it

 

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